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Immigrazione: quale futuro ?

Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Oderzo

“ Immigrazione: quale futuro ? ”

In questi giorni stiamo assistendo ad un vero e proprio assedio nei confronti della cooperativa che ha in carico la gestione dei richiedenti asilo della caserma Zanusso.

In particolare in merito all’utilizzo dello Stage formativo del progetto “Garanzia Giovani Veneto” e delle Agenzie Interinali per trovare una occupazione ai richiedenti asilo.

E’ importante fare un po’ di chiarezza, senza strumentalizzare la questione per propri fini politici e senza per questo, essere marchiati pro o contro immigrazione.

Siamo da sempre stati favorevoli ad una gestione pragmatica e razionale del fenomeno, pur essendo sempre stati contrari agli ingressi incontrollati che stiamo subendo in questi ultimi anni.

Dobbiamo porre la questione su due livelli di discussione e, conseguentemente, di intervento.

Esiste una gestione di carattere Nazionale e Internazionale che per il moVimento 5 Stelle è sempre stata chiara e lineare: due sole sono le modalità per entrare nel nostro Paese.

Una attraverso quote di ingresso annuali stabilite e contingentate a seconda delle necessità e dei flussi in modo che, chi ne faccia richiesta, troverà personale competente fin dal Paese di origine della richiesta, che provvederà alla gestione della pratica. Pertanto lo straniero potrà entrare legalmente attraverso mezzi sicuri e, magari già con un lavoro, ma sicuramente accolto da una struttura adeguata.

L’altra attraverso un percorso esclusivamente destinato a coloro che hanno diritto alla Richiesta di Asilo perché provenienti da Paesi in guerra riconosciuti dai trattati internazionali.

Questo riconoscimento però deve essere gestito e verificato già nel Paese di origine, con la collaborazione delle organizzazioni umanitarie accreditate, in modo da accogliere e proteggere coloro che fuggono da situazioni di pericolo.

E’ ovvio che tutto questo, se viene affrontato a livello di Comunità Europea, avrà una valenza e una efficacia sicuramente maggiore.

La situazione attuale è soprattutto frutto di una continua gestione emergenziale che proprio in quanto tale, non tiene conto di tutta una serie di protocolli e accordi internazionali possibili per affrontare i flussi migratori come conviene ad un paese civile quale è il nostro. Salvare vite è un gesto onorabile ma evitare che poi queste vite diventino “vite sospese”, è un dovere non solo nei confronti dei richiedenti asilo, ma anche di tutti gli Italiani, con lo scopo di scongiurare inevitabili conflitti sociali.

Veniamo ora agli interventi sul territorio.

Oderzo ha una presenza ormai stanziale, di circa 300 richiedenti asilo ospitati presso la ex caserma Zanusso e probabilmente destinata a salire nonostante l’amministrazione leghista. La cooperativa Nova Facility si è aggiudicata il nuovo bando soprattutto per la qualità della proposta tecnica per la gestione del centro utilizzando figure professionali di alto profilo e competenza e soprattutto, per la gran parte, residenti nel nostro territorio. Quello che traspare, anche solo passando al di fuori della caserma, è la netta discontinuità con la gestione precedente della cooperativa Ecofficina, nel segno di una progettualità che coinvolge i richiedenti asilo in molte iniziative che vanno dalle lezioni di Italiano, a quelle di educazione stradale, da corsi di formazione a informazioni sulle leggi italiane e di conseguenza, di ciò che si può fare e che non si può fare, nel nostro Paese. Cose semplici che però, se svolte con qualità, continuità e competenza, sortiscono gli effetti desiderati.

Detto ciò, al di là delle considerazioni di carattere personale più o meno comprensibili, in merito alla questione immigrazione che ciclicamente da secoli, ha sempre influenzato e caratterizzato la nostra storia anche recente, resta fondamentale soprattutto per la classe politica e per i portatori di interesse, mettersi nella condizione di essere parte attiva se si vuole veramente il bene della propria comunità. Non è certo ignorando la questione o criticandone continuamente i principi che l’hanno generata, che ci mettiamo nella condizione di provare a dimostrare di essere un Paese che sa affrontare il fenomeno migratorio che stiamo vivendo in questi anni, con serietà ed umanità allo stesso tempo.

Gestire il fenomeno ci permette di avere un maggiore controllo su quelle cooperative poco trasparenti ed in odore di mafia, che vedono l’accoglienza solamente come un business e i richiedenti asilo, come merce da sfruttare.

Pertanto utilizzare delle parole, sicuramente frutto di buone intenzioni, della mail oggetto di contestazione, da parte del primo cittadino, che dovrebbe invece rassicurare e non fomentare, conciliare e non dividere, gestire e non ignorare, ha l’unico risultato di aumentare e non diminuire, il senso di sicurezza percepito dalla comunità. Avere l’esercito a presidio della caserma non da più sicurezza ma aumenta invece la percezione che esiste un pericolo.

Nello specifico la richiesta della cooperativa rivolta agli imprenditori locali, sfrutta strumenti legali alla portata di tutti coloro che ne hanno i requisiti, del progetto “Garanzia Giovani Veneto”. Accusare quindi di schiavismo coloro che intendono utilizzare questi strumenti legali, significa ammettere anche che tutti i nostri giovani sono oggetto delle stesse condizioni e sottoposti quindi al medesimo rischio di schiavitù. Perché quindi la Sindaca non ha mosso le stesse accuse nei confronti dei nostri giovani, quando il progetto è stato reso esecutivo dalla Regione Veneto?

E’ evidente l’utilizzo distorto di questa vicenda a proprio uso per finalità di esclusivo interesse politico.

Le agenzie interinali del territorio faticano a trovare personale per svolgere quei lavori a chiamata, a volte anche di un solo giorno, che comportano spesso movimentazione di merci e quindi di fatica.

La “disponibilità senza pretese…” citata nella mail e fraintesa da molti, come sfruttamento dei richiedenti asilo, è solo un tentativo, sicuramente ingenuo e incauto, ma certamente frutto dell’entusiasmo, di proporre dei ragazzi volenterosi di dimostrare il loro valore e le loro capacità.

Attendiamo e valuteremo comunque, i risultati della verifica da parte del consulente del lavoro inviato dal Prefetto, per verificare il corretto utilizzo delle attività promosse dalla cooperativa Nova Facility.

Obbiettivo di una classe politica illuminata è quello di scongiurare tensioni sociali e non alimentarle, pianificando e mettendo in campo tutto ciò che è possibile per sostenere le famiglie italiane in modo da invertire la tendenza che ci vede ormai dal 1995 in poi, in lenta e progressiva discesa anagrafica, con l’unica prospettiva di “sostituire” agli operai e impiegati italiani, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli quelli provenienti dal terzo mondo.

Naturalmente una cosa non necessariamente esclude l’altra ma il giusto equilibrio può portare ad una società sostenibile, giusta, globalizzata e vivace, pronta ad affrontare le sfide che ci attendono.

Marco De Blasis

Capogruppo moVimento 5 Stelle Oderzo

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